Marassi, auto del personale nel mirino fuori dal carcere. Danneggiate anche auto dei residenti

Nella notte danneggiate le vetture private di alcuni agenti parcheggiate all’esterno della casa circondariale di Marassi. La Uil FP Polizia Penitenziaria punta il dito contro la gestione dell’istituto e sollecita l’intervento del Ministero della Giustizia. Il Sappe: «Le indagini facciano piena luce»


Notte di tensione fuori dal carcere di Genova Marassi, dove alcune auto private appartenenti al personale della polizia penitenziaria sarebbero state prese di mira da un raid vandalico avvenuto all’esterno dell’istituto. A denunciare l’accaduto è la Uil funzione pubblica polizia penitenziaria, che parla di danni pesanti e torna ad accusare la dirigenza della struttura di non avere garantito adeguati livelli di sicurezza neppure nelle aree esterne.

Secondo quanto riferito dal sindacato, l’episodio si sarebbe verificato intorno all’una della notte tra mercoledì e giovedì. Un uomo con il volto coperto da un cappuccio avrebbe colpito le vetture parcheggiate fuori dalla casa circondariale, provocando danni che, sempre secondo la sigla sindacale, ammonterebbero a diverse centinaia di euro per ciascun operatore coinvolto. Un colpo duro, sottolinea il sindacato, per lavoratori che ogni giorno prestano servizio in un contesto già segnato da forti criticità.
A intervenire con toni durissimi è il segretario della Uil funzione pubblica polizia penitenziaria, Fabio Pagani, che lega l’episodio a problemi più ampi e denunciati da tempo. «È una situazione inaccettabile», afferma. «Da anni chiediamo che la polizia penitenziaria possa controllare anche il perimetro esterno con un’auto di servizio dedicata, ma le nostre richieste continuano a cadere nel vuoto».
Nel mirino del sindacato finisce così la gestione del carcere di Marassi, definita insufficiente rispetto alle esigenze di tutela del personale. La Uil sostiene che troppo spesso si intervenga solo quando il problema è già esploso, segnala accessi lasciati senza adeguata vigilanza e denuncia un impianto di videosorveglianza ritenuto non più all’altezza, quindi incapace di prevenire o identificare per tempo eventuali minacce o atti vandalici.
Da qui la richiesta di un intervento immediato da parte del Ministero della Giustizia, chiamato secondo il sindacato a ristabilire condizioni di sicurezza sia all’interno sia all’esterno della struttura penitenziaria genovese. Il passaggio finale di Fabio Pagani è netto e senza sfumature: «Il baratro è dietro l’angolo. Se chi dirige non è in grado di garantire l’incolumità fisica e la tutela dei beni di chi lavora in prima linea, deve assumersene la responsabilità e fare un passo indietro».
Giunge anche una nota del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: «Un individuo non identificato, con il volto travisato, ha danneggiato quattro autovetture in sosta, infrangendo i vetri con il presumibile intento di sottrarre oggetti custoditi all’interno. I veicoli coinvolti erano parcheggiati rispettivamente in via Clavarezza, nel piazzale antistante l’istituto (due) e nell’area lato Coop. L’ultima auto presa di mira ha fatto scattare l’allarme, consentendo di riprendere il soggetto mentre si dava alla fuga. Sono in corso accertamenti per ricostruire il percorso effettuato e verificare eventuali elementi utili alla sua identificazione. L’evento ha interessato anche veicoli di residenti della zona, oltre a quelli del personale, nell’area del piazzale Marassi, sia fronte istituto sia fronte ufficio postale. Comandante e direttore hanno autorizzato il personale a parcheggiare temporaneamente i mezzi danneggiati all’interno dell’istituto».
«Quel che è avvenuto l’altra notte nei parcheggi adiacenti la casa circondariale di Marassi merita di essere approfondito con estrema attenzione, come peraltro già stanno facendo i nostri uffici di polizia preposti. Auspico che le indagini facciano piena luce su questo grave episodio di vandalismo», dichiara il segretario generale del Sappe Donato Capece.
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